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Disponibile un plafond finanziario di 1 milione di euro, rispetto al quale il sostegno ottenibile risulta essere pari al 100% delle spese ammissibili sostenute.
Le domande di intervento possono essere presentate entro la scadenza del 31 marzo 2026.
L’azione è finalizzata a sostenere la realizzazione di investimenti non produttivi agricoli, ovvero non destinati a generare un incremento della redditività aziendale, aventi una diretta caratterizzazione ambientale (volti a favorire un’efficiente gestione delle risorse naturali come l’acqua, il suolo e l’aria).
In termini generali rientrano, tra gli investimenti ammissibili le seguenti tipologie di interventi:
1) la realizzazione di formazioni arbustive ed arboree a tutela della biodiversità: siepi campestri, filari, boschetti, alberi isolati (non rientranti nella definizione di bosco), attraverso l’impiego di specie appartenenti alla flora autoctona;
2) la realizzazione e/o ripristino della funzionalità di infrastrutture ecologiche connesse all’acqua: laghetti, stagni, pozze, aree umide, fontanili, lanche, maceri, anche per la funzione di fitodepurazione;
3) l’installazione di strutture atte a favorire la fauna selvatica e in particolare la riproduzione, il rifugio, il riposo e l’alimentazione di specie di interesse conservazionistico (cassette-nido, posatoi, mangiatoie);
4) la realizzazione di strutture finalizzate alla fruizione ecocompatibile degli ambienti naturali (capanni di osservazione, allestimenti per le aree di sosta, pannelli informativi e didattici, in aree protette e nei siti della Rete Natura 2000).
L’ambito dei soggetti beneficiari ricomprende:
Ogni singolo beneficiario è previsto possa presentare un’unica domanda di sostegno.
Al riguardo si evidenzia che i soggetti di cui ai punti a) e b), compresi quindi anche gli imprenditori agricoli singoli e associati, possono accedere al sostegno soltanto per le tipologie di investimento 1 (Formazioni arbustive e arboree) e 2 (Infrastrutture ecologiche connesse all’acqua).
Il sostegno ottenibile consiste in un contributo in conto capitale, nella percentuale del 100% delle spese sostenute/ammissibili.
La spesa massima ammissibile è pari a € 150 mila.
La spesa minima ammissibile è fissata in € 500,00.
Rientrano tra i cosi ammissibili:
– le spese relative alle attività preparatorie (es. di progettazione) avviate al massimo 24 mesi prima della presentazione della domanda di aiuto;
– le spese sostenute dai beneficiari dopo la presentazione di una domanda di aiuto;
– le spese quietanzate prima della scadenza dei termini per la presentazione della domanda di saldo.
In relazione agli impegni che i beneficiari sono tenuti a soddisfare, si segnala:
Assicurare la stabilità e la manutenzione degli investimenti oggetto di aiuto, a partire dalla data di liquidazione del saldo, per un periodo minimo di 5 anni per beni mobili e attrezzature (strutture a favore della fauna selvatica) e di 10 anni per beni immobili (formazioni arbustive e arboree, infrastrutture ecologiche connesse all’acqua e strutture per la fruizione pubblica) senza incorrere in violazioni tali da determinare la revoca del sostegno.
Relativamente alla predisposizione della domanda di sostegno (da presentare entro la scadenza del 31 marzo 2026), si rileva come alla stessa si renda necessario allegare:
Gli investimenti ammessi a contributo è stabilito debbano essere conclusi e rendicontati (a saldo) entro il 31 dicembre 2027 (scadenza rispetto alla quale il beneficiario è previsto possa richiedere, se oggettivamente motivate, fino a due proroghe).
Si evidenzia, inoltre, come possano essere richieste, al massimo, due varianti al progetto inizialmente approvato.
Prevista la possibilità di presentare una domanda di acconto, a condizione che l’importo sia compreso tra il 25% ed il 75% del sostegno (in relazione ad investimenti già realizzati).
La dotazione finanziaria si attesta in complessivi € 1 milione.