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RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA E AMMONIACA: APERTO IL BANDO 2021

Prevista la possibilità, in attuazione dell’Operazione 4.1.3 del Programma Sviluppo Rurale, di presentare le domande di sostegno fino al 15 febbraio 2022

L’Operazione sostiene le aziende che scelgono di migliorare le proprie performance ambientali introducendo soluzioni ottimizzate per la gestione dei reflui zootecnici e digestati, nonché per rendere più efficiente la gestione della fertilizzazione, adottando tecniche di concimazione organica a basso impatto ambientale.

Soggetti beneficiari sono gli imprenditori agricoli professionali, sia persone fisiche, che giuridiche, singoli o associati (iscritti al Registro Imprese ed in possesso della qualifica di agricoltore attivo).

Relativamente ai soggetti collettivi (ovvero alla realizzazione di investimenti per uso condiviso), il requisito di IAP deve essere detenuto da tutti partecipanti all’investimento (ad eccezione del soggetto collettivo stesso).

Rientrano tra i beneficiari anche i giovani agricoltori, singoli o associati, di età compresa tra 18 (compiuti) e 41 (non compiuti) anni, che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capi dell’azienda, aderendo al PSR (ovvero all’Operazione 6.1.1 o al Progetto Integrato), risultando in posizione ammissibile e finanziabile, o ammissibile ma non finanziabile per carenza di risorse pubbliche, nelle graduatorie vigenti.

All’atto della presentazione della domanda di sostegno, inoltre, i richiedenti, qualora interessati, devono dimostrare di rispettare: i) la normativa regionale in materia di Direttiva Nitrati; ii) le prescrizioni disposte dall’autorizzazione integrata ambientale.

A livello generale sono da intendersi ammissibili a sostegno e seguenti tipologie di interventi:

– Investimenti volti a ridurre l’emissione ammoniacale dalle strutture di allevamento e di stoccaggio degli effluenti zootecnici e dei digestati;

– Investimenti volti a ridurre le emissioni ammoniacali durante la distribuzione in campo degli effluenti zootecnici e dei digestati;

quindi sia di tipo edilizio, che riconducibili all’acquisto di macchine ed attrezzature.

In termini più specifici rientrano tra gli interventi ammissibili:

– la realizzazione di coperture, anche antipioggia, sopra le strutture di stoccaggio;

– l’acquisto di macchine ed attrezzature per la distribuzione con tecniche a bassa emissività (interratori, rasoterra, sottocotico);

– la realizzazione di vasche di stoccaggio aggiuntive rispetto alle capacità minime prescritte dalla normativa vigente;

– la copertura dei paddock;

– l’acquisto di separatori solido/liquido;

– l’acquisto di attrezzature per la movimentazione e la gestione, compresi gli spandiletame;

– la riduzione del consumo d’acqua nelle stalle;

– per i soli giovani agricoltori insediati da non più di 24 mesi, gli interventi necessari al rispetto di norme obbligatorie.

Il sostegno consiste nel riconoscimento di un contributo a fondo perduto nella misura del 40% della spesa ammissibile.

Aliquota che può essere integrata:

– di 10 punti percentuali per gli investimenti collettivi ad uso comune;

– di 20 punti percentuali per gli investimenti effettuati da giovani imprenditori (aventi le caratteristiche sopra indicate);

– di 10 punti percentuali qualora gli investimenti siano realizzati in zona montana;

– di 5 punti percentuali per le imprese che aderiscono, per l’anno 2021, all’Operazione 10.1.5 (Tecniche per la riduzione delle emissioni di gas serra e ammoniaca in atmosfera) del PSR.

I costi sostenuti per poter essere ritenuti ammissibili devono essere compresi tra un minimo di € 10 mila ed un massimo di € 60 mila.

Limite massimo incrementato a € 90 mila in presenza di più di un intervento e/o realizzazione di una copertura fissa su struttura di stoccaggio per materiali non palabili.

In caso di investimenti collettivi, i suddetti parametri sono così articolati: investimento minimo € 30 mila; spesa massima € 100 mila (€ 150 mila in presenza di più di un intervento).

Gli interventi ammessi a contributo devono essere realizzati entro 12 mesi  della data di ammissione a sostegno (18 mesi per le zone montane).

Prevista la possibilità di presentare una sola domanda di variante, così come una richiesta (motivata) di proroga per un periodo di massimo di 3 mesi.

Il contributo in oggetto è cumulabile, in relazione alle medesime tipologia di spesa, entro le percentuali di sostegno previste dall’Allegato II del Regolamento Ue n. 1305/2013 (ovvero entro la percentuale massima del 90%).

La dotazione finanziaria del bado si attesta in € 9,2 milioni.