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Con una dotazione finanziaria iniziale di 3 milioni di euro, le disposizioni attuative fissano al 17 aprile il termine ultimo per presentare la domanda di sostegno
L’intervento sostiene la realizzazione di investimenti aventi lo scopo di migliorare il rendimento globale esclusivamente degli allevamenti suinicoli attraverso l’acquisizione, la costruzione, la ristrutturazione, l’ampliamento e la modernizzazione dei fabbricati e dei relativi impianti, nonché la dotazione di attrezzature e macchinari collegati all’attività di allevamento, nel rispetto delle norme vigenti in materia biosicurezza.
Soggetti beneficiari sono gli imprenditori agricoli, singoli o associati, in possesso della qualifica di Coltivatore diretto o Imprenditore Agricolo Professionale (IAP).
Al riguardo è precisato che l’impresa agricola beneficiaria occorre presenti:
– un codice Ateco, primario o secondario, riconducibile all’allevamento di suini (Codice: 01.46.00), o all’allevamento misto (Codice: 01.50.00);
– un allevamento di suini registrato in Anagrafe Agricola.
Prevista la possibilità di realizzare interventi collettivi ad uso comune; al verificarsi di tale casistica è necessario che ogni singola azienda agricola facente parte del soggetto giuridico “collettivo” soddisfi i suddetti requisiti.
Ogni singolo beneficiario è stabilito possa presentare un’unica domanda di sostegno.
In termini generali rientrano tra gli investimenti ammissibili le seguenti tipologie di interventi:
– Costruzione, miglioramento, ristrutturazione, recupero e ampliamento di beni immobili finalizzati all’attività di allevamento suinicolo, incluse le opere di miglioramento fondiario (per quanto concerne i ricoveri macchine e scorte per l’attività di allevamento, la spesa massima è fissata in € 70 mila);
– Acquisto o acquisizione di fabbricati (escluse le abitazioni) finalizzati all’attività di allevamento suinicolo (nel rispetto di specifiche condizioni);
– Acquisto o acquisizione (anche mediante leasing), di nuove macchine (operatrici, escluse gli escavatori), impianti e attrezzature, anche relativi all’agricoltura digitale e di precisione, inclusa la messa in opera, finalizzate all’attività di allevamento suinicolo, entro la spesa massima di € 100 mila;
– Acquisto e installazione di recinzioni conformi alla normativa vigente in materia di biosicurezza;
– Investimenti per adeguamento a norme obbligatorie (nel caso in cui siano decorsi meno di 24 mesi da quando sono diventate obbligatorie per l’azienda);
– Spese generali connesse alla realizzazione degli interventi edilizi (onorari di progettisti e consulenti, consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica, studi di fattibilità, scheda Classyfarm asseverata dal veterinario competente) entro il 6% della spesa ammissibile, aumentato del 1% per le aziende in zona montana, ed entro il 2% per le spese di sicurezza;
– Investimenti immateriali, quali: acquisizione, sviluppo o diritto d’uso di programmi informatici, cloud e soluzioni simili; acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali; perizia tecnica relativa all’agricoltura digitale e di precisione; asseverazione del computo metrico estimativo e consuntivo (entro l’importo massimo di € 3 mila per quanto riguarda le ultime due voci di spesa).
A fronte di quanto sopra, il bando precisa ulteriormente:
– per i soli interventi strutturali che insistono su stalle suinicole esistenti, con proprio codice stalla attivo, è obbligatorio che lo stabilimento rispetti già la normativa in materia di biosicurezza;
– la rimozione/smaltimento con contestuale sostituzione di manufatti a base di amianto è ammissibile per un importo massimo del 70% della spesa ammessa (esclusivamente qualora l’intervento avvenga volontariamente).
Le spese per poter essere considerate ammissibili devono essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda di sostegno.
Gli investimenti ritenuti ammissibili e finanziabili è precisato debbano essere conclusi e rendicontati entro il termine massimo di 14 mesi, decorrenti dalla data del provvedimento di ammissione al sostegno.
Prevista la possibilità di richiedere, se motivata, una proroga per un periodo massimo di 4 mesi.
Il sostegno ottenibile consiste in un contributo in conto capitale in misura pari al 40% del valore dell’investimento ritenuto ammissibile.
La suddetta percentuale può essere maggiorata (anche in termini di cumulabilità):
– del 10% per gli investimenti realizzati in zona montana;
– del 10% per gli investimenti realizzati da giovani imprenditori agricoli.
La spesa minima ammissibile si attesta in € 25 mila (€ 15 mila per le zone montane).
Il sostegno massimo ottenibile è pari a € 200 mila (€ 400 mila in caso di investimenti collettivi).
In riferimento agli investimenti rientranti nel progetto di sviluppo aziendale è, altresì, stabilito:
– affinché possano essere considerati finanziabili, occorre siano realizzati almeno in misura pari al 70% della spesa ammessa;
– il vincolo di mantenimento della destinazione d’uso e della funzionalità per un periodo di 5 anni.
La dotazione finanziaria iniziale si attesta in € 3 milioni.
Le domande di sostegno possono essere presentate entro la scadenza del 17 aprile 2026 (ore 11.59).